la verità è nuda - i bambini non sono liberi
Ragioniamo..
Una coppia di giovani sposi medio-italiani dà alla luce un bambino che chiamano Marco.
I genitori si precipitano dal prete e lo fanno battezzare.
Dopo qualche anno lo consegnano ad organizzazioni clericali che provvedono ad indottrinarlo inculcandogli una nutrita quantità di concetti precotti, di dogmi, di storie assurde e, soprattutto, di paure.
Dopo un pò Marco viene obbligato a fare la prima comunione, seguita dalla cresima.
Marco viene obbligato a confessarsi, andare a messa e fare la comunione, tutte le settimane.
Divenuto pubere, Marco incontra bambini ebrei, musulmani, neri, gialli, zingari ecc. a loro volta indottrinati, ma secondo schemi diversi, ed è portato a considerarli, per l’appunto, “diversi” ed a trattarli come tali.
Divenuto adolescente Marco comincia ad osservare, a far lavorare il proprio cervellino, a porsi delle domande ed a coltivare dei dubbi, ma le paure in precedenza sapientemente iniettate nel suo animo lo frenano e così Marco continua a sentirsi obbligato ad andare a confessarsi, a sentire la messa ed a comunicarsi.
Marco diventa uomo, incontra una ragazza e si sposa.. in chiesa, ovviamente, non c’è questione.
Marco e la moglie mettono al mondo un figlio, che chiamano Giovanni.
In merito al battesimo Marco ha dei dubbi, il suo cuore tende a respingere l’idea che Giovanni possa essere macchiato da qualsivoglia peccato, ma sente una vocina nella sua testa: “e se fosse vero?”.
Marco è diventato superstizioso.
Giovanni viene battezzato ed il ciclo si ripete.
Concludendo:
i bambini non sono liberi, non lo sono mai stati nè lo saranno mai!
L’uomo tende da sempre a controllare e manipolare i suoi simili: la strada più agevole è quella di “intercettarli” quando sono piccoli, quando sono ancora “tabulae rasae” e quindi del tutto incapaci di qualsiasi attività critica, le grandi religioni cosiddette “monoteiste” lo sanno bene.
La “libertà per i bambini” concretamente praticabile è altro: fornire loro, gradualmente, i mezzi atti a sviluppare le loro menti, ad ampliare i loro orizzonti; abituarli ad osservare ed elaborare le informazioni per produrre idee proprie, originali ed indipendenti, per giudicare e scegliere senza preconcetti dogmatici e, soprattutto, senza paure, insomma insegnare loro a diventare “individui” .. ma questa è un’altra storia.