la verità è nuda - la vicenda dei bambini castrati
La pedofilia nel mondo clericale è pratica antica e diffusa. La differenza tra ieri e oggi è che, fino a non moltissimi decenni fa, queste “cose” venivano completamente avvolte da una impenetrabile omertà a 360 gradi: erano cose vergognose, ma non tanto per il pedofilo, quanto per la vittima e la sua famiglia, quindi da nascondere, analogamente allo stupro di una figlia.. e poi.. chi avrebbe osato accusare un prete, l’autorità deputata al divino compito di assolvere dai peccati? Oppure erano considerate cose da accettare, perchè il corpo del prete/frate era “consacrato”  e qualsiasi cosa facesse non poteva che essere “santa”: questo valeva (mi auguro non valga più.. mah!) anche nei contesti conventuali delle suore, ma questa è un’altra  storia.
Il profondo cambiamento degli atteggiamenti e dei giudizi socio-culturali nei confronti di tali fenomeni  si è sviluppato in questi decenni non certo GRAZIE alla Chiesa, ma MALGRADO la Chiesa!
Vorrei qui richiamare l’attenzione su una “costante”, nei millenni, delle culture di matrice biblico-cristiana: la condizione di maltrattamento, di schiavitù, di sfruttamento, di violenza anche estrema in cui sono stati (e sono ancora, talvolta se non spesso) tenuti i bambini: non vi sembra quanto meno singolare che oggi, nel 2016, vi sia ancora bisogno di un Telefono Azzurro aut similia per tutelare in qualche misura la parte più debole della nostra avanzatissima società??
E la vicenda dei bambini castrati? Di che si tratta?
Il fondamento “ideologico”, sia pur indiretto, risale al 1mo secolo dc con l’anatema di Paolo di Tarso (cd “San Paolo”), uno dei più venerati Padri della Chiesa: “mulier in ecclesia taceat!” = la donna nel tempio stia zitta!
Nei secoli successivi sorse un problema: il canto era diventato un elemento fondamentale nelle liturgie religiose, sia nelle chiese pubbliche che nei conventi, e servivano, oltre alle voci “basse” (meditazione, penitenza ecc.), anche le voci "angeliche" per i canti di avvicinamento alla luce divina.
La soluzione naturale e più efficace sarebbe stata la voce femminile, ovviamente, ma ostava l’anatema di Paolo di Tarso (nel frattempo “formalizzato” con un divieto esplicito).
Come fare?
I maschietti potevano andare, ma avevano l’antipatica abitudine di cambiare la voce dalla pubertà in poi, per cui si rendeva necessario un continuo e difficoltoso ricambio.
C’erano i “falsettisti”, alcuni anche molto bravi, ma non era la stessa cosa.
Allora come fare?
A qualcuno venne così la brillante idea di ricorrere ad una pratica antica e ben conosciuta: la castrazione, che blocca lo sviluppo delle corde vocali.
Così, nel corso di molti secoli ed in numero incalcolabile, bambini di età tra i 7/8 e i 12/13 anni ca. furono presi con la forza, denudati, legati ad un tavolaccio e.. zacchete zacchete!.. quindi spediti in qualche chiesa o convento, dove, per lo più, avrebbero trascorso tutta la vita. Le famiglie erano di norma molto povere e venivano risarcite con una piccola somma di denaro e, soprattutto, con la benedizione del parroco.
Nel periodo barocco (XVII e XVIII secolo) i cantori castrati furono molto richiesti dai teatri e dalle corti di tutta Europa ed alcuni di loro (pochissimi, in proporzione) divennero molto ricchi e famosi (V. il film “Farinelli – voce regina”), a volte oggetto di proposte di matrimonio da donne belle e titolate (matrimonio rigorosamente vietato, ovvio, data l’incapacità del maschio di procreare..). Alcuni chirurghi si specializzarono e divennero a loro volta ricchi e famosi. Il numero delle castrazioni aumentò vertiginosamente..
Questa tragica, infame vicenda finisce ufficialmente nel 1903, quando il papa proibì la castrazione dei bambini sul territorio dello Stato Pontificio. Ecco, questo atto ha per me un sapore osceno perchè:
- la castrazione era una pratica ormai ovunque desueta da decenni;
- la Chiesa di Roma aveva già tolto il veto per le femmine di cantare in chiesa;
- l’ambito di applicazione del provvedimento papale era ridotto allo sputazzo territoriale dell’attuale Città del Vaticano;
- nessuno dei papi precedenti ha mai ritenuto di compiere questo tipo di gesto in tempi in cui l’ambito territoriale e l’influenza morale e politica erano smisuratamente più ampi;
- nè il papa in questione nè i successivi hanno mai emanato un’enciclica o proferito verbo per informare i fedeli e per “chiedere scusa” per un’ignominia perpetrata per secoli sui bambini con l’azione diretta, la complicità, la benedizione della Chiesa di Roma e dei suoi capi.
CREDO FORTEMENTE CHE UN PAPA DEGNO DOVREBBE EDIFICARE NEL CENTRO DI PIAZZA SAN PIETRO 2 TEMPLI:
UNO IN MEMORIA DEI MARTIRI DELL'ALTRA SPONDA (altro “glorioso" risvolto della bimillenaria storia di “Santa Romana Chiesa”) ED UNO IN MEMORIA DELLE CENTINAIA DI MIGLIAIA DI BAMBINI ORRENDAMENTE MUTILATI ALL’OMBRA DEL CROCEFISSO!