versi che vorrei aver scritto io
Misero Catullo, smettila di impazzire
e ciò che vedi perduto sia per te perduto.
 
Brillarono un tempo per te giornate radiose,
quando sovente venivi agli incontri che la ragazza fissava,
quella che abbiamo amata come nessun'altra ameremo.

Là si svolgevano giochi gioiosi d'amore senza mai fine,
che tu pretendevi, ne lei rifiutava
(brillarono veramente per tè giornate radiose).

Ormai lei li rifiuta; (rifiutali) anche tu, sebbene incapace a frenarti.
Non cercarla, se sfugge; e non vivere da disperato,
ma con ostinazione sopporta; tieni duro.
 
Cara ragazza, addio. Alla fine Catullo tiene duro;
più non ti cercherà, più non t'implorerà, tanto non lo vuoi;
ma ti pentirai, quando nessuno più t'implorerà.
 
Guai a te, scellerata! Che vita t'attende?
Chi adesso ti verrà a cercare? Chi ti troverà carina?
Con chi farai oggi l'amore? A chi dirai: «Sono tua»?
A chi darai i tuoi baci? A chi morderai le labbra?
 
Ma tu, Catullo, con ostinazione tieni duro!
Gaio Valerio Catullo
poeta romano - n.84ac m.54ac