versi che vorrei aver scritto io
Piangi, Venere, e piangi tu, Cupìdo,
piangete tutti, uomini gentili:
il passero che lei, la mia ragazza,
amava più degli occhi, non c’è più!
E’ morto l’uccellino del mio amore!
Come un bambino la riconosceva,
le saltellava intorno e non voleva
allontanarsi mai. Solo per lei
cinguettava. Ora cammina in silenzio
lungo la via oscura da cui nessuno
fa mai ritorno. Sia maledetta
la morte senza cuore che divora
tutte le cose belle! Il passerotto,
il povero uccellino, non c’è più!
Piange la mia ragazza ed i suoi occhi
si gonfiano e s’arrossano di lacrime.
 
Gaio Valerio Catullo
poeta romano - n.84ac m.54ac